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Il Beccaccino (Gallinago gallinago Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia delle Scolopacidae. Il beccaccino è uno uccello di dimensioni medio piccole, con una lunghezza di 25-28 cm per un peso compreso tra i 104 ed i 170g. In questa specie è assente il dimorfismo sessuale. La testa è rotonda, di colore bruno-nera con una striatura centrale fulva e due fasce laterali chiare, le quali partono dalla base del becco per arrivare alla nuca.

 Le parti superiori sono marroncine macchiate di nero, il petto ed il ventre sono bianchi, il sotto coda bianco e la coda corta a forma di ventaglio (5-6 cm). Infine le zampe sono verdognole-grigiastre ed il becco (7-8 cm )caratteristico della specie è lungo e diritto.

 luoghi prediletti sono: marcite,rive dei fiumi,risaie e ovunque ci siano 1-2 cm d’acqua. Nel periodo della nidificazione predilige zone paludose, radure di boschi con acquitrini. Il volo caratteristico è a zig-zag con rapide impennate. Al di fuori del periodo riproduttivo si riunisce in branchi. Specie monogama.

Caratteristica è la parata nuziale. Il nido viene posto in depressioni del terreno, ben nascosto, dove la femmina depone 3-4 uova che cova per 20 giorni ca. Dopo la schiusa i pulcini lasciano il nido e dopo 15 giorni sono in grado di volare, nell’arco di tempo che trascorre sono accuditi da entrambi i genitori.

Il beccaccino possiede un areale molto esteso che va dall’Eurasia all’Inghilterra, comprendendo tutta l’Europa continentale, la Siberia e l’ Africa settentrionale.

E’ un grande migratore e sverna nell’Europa meridionale e nell’Africa settentrionale spingendosi,lungo il fiume Nilo fino alla zona equatoriale, dalle Azzorre all’India.

Nel nostro paese nidifica molto raramente ed è di doppio passo a febbraio-aprile ed a agosto-novembre. Il passo più significativo avviene però con l’arrivo delle basse temperature, poiché il freddo lo induce a compiere continui erratismi alla ricerca di nutrimento, al contrario di condizioni climatiche più consone in relazione al grado di umidità e temperatura gli consentono di sostare per periodi prolungati anche durante le migrazioni.

Il volo durante il periodo migratorio avviene generalmente di notte secondo i dati d’innanellamento,ed è stato riscontrato inoltre che gli spostamenti in autunno il beccaccino li compie da nord-nord-est verso sud-ovest. Il volo migratorio varia da esemplare ad esemplare, poiché alcuni individui sono stati in grado di percorrere 600 km in due giorni, mentre altri hanno percorso distanze molto inferiori.

Il suo ambiente preferito sono le paludi, gli acquitrini, le marcite, i campi di mais e soia, le risaie, i campi umidi, i chiari d’acqua, tutti impregnati dalle piogge dove il beccaccino con il suo becco tattile, va alla  ricerca di vermi e larve nel sottosuolo. La ricerca del cibo avviene prevalentemente durante le ore notturne.

Questo uccello edifica il nido in un avvallamento del terreno in modo piuttosto grossolano, poiché vuole nasconderlo fra le erbe secche, per in seguito deporre un massimo di cinque uova nel periodo compreso fra aprile luglio, La cova dura circa 20 giorni.

Veniamo ora all’argomento che ci interessa principalmente, ossia la caccia al beccaccino. Molti sono d’accordo nel dire che il beccaccino è preda per cani bene addestrati e ottimi fucili.

In levata fa sentire il suo caratteristico “bacio”, ed in pochi secondi è in piena velocità con un volo iniziale a zig zag rasoterra, per poi andare dritto nel cielo fino a che non scompare. In seguito compie un ampio giro circolare e riappare tuffandosi a piombo nel luogo dove era stato infastidito.

Le sue “cattive” abitudini gregarie come comporta molte difficoltà per il cacciatore, al quale può capitare di levare incautamente e contemporaneamente tutti gli uccelli presenti in zona. Ciò comporta un girovagare per ore senza vederne più alcuno.

Occorre sottolineare che quando si leva un gruppo di volatili, ognuno di essi nel fuggire segue una propria rotta indipendente ed inoltre non partono mai tutti nello stesso momento, ma a brevissimi intervalli dove capita sempre che ci sia un ritardatario.

La caccia al beccaccino comporta una conoscenza approfondita del terreno che si sta battendo e procedere silenziosamente, ricordandosi sempre che questo uccello una volta messo in allarme non pedina o tenta di nascondersi tra la vegetazione, ma opta per un decollo contro vento.

Per questo motivo è consigliato procedere sempre con il vento alle spalle, con lo scopo di obbligare l’uccello a partenze per lui non favorevoli, al fine di condurlo a tiri laterali con rotte a zig zag lineari.

Oltre al fattore vento, occorre prestare massima attenzione all’udito del beccaccino. poiché questo senso è molto acuto. Quindi oltre al cacciatore, anche il cane deve saper svolgere bene il suo lavoro.

Il modo migliore per colpire il beccaccino è tirare d’imbracciata con la massima velocità, senza aspettare la fine dei zig zag. Se il primo colpo non è andato a segno, occorre attendere ed accovacciarsi per far tornare il beccaccino.

Il beccaccino di rimessa,va trattato ancora più prudentemente . va marcata con un segnale la zona di atterraggio, quindi attendere un po’ di tempo per consentire all’uccello di tranquillizzarsi senza essere troppo frenetici.

Il suo comportamento dal momento del frullo al tiro si può riassumere in quattro fasi: il salto (si solleva a 50/60 mt in un secondo), il volo velocissimo e diritto (10-20 metri) durante il quale occorre colpirlo.

Se non si fa centro, inizia voli a zig,zag velocissimi, durante i quali è facile sprecare colpi. Infine vi è l’ ultima fase di raddrizzamento del volo, portandosi a 70/a00 mt dal cacciatore.

Per la caccia alla borrita viene consigliato un automatico con il massimo della strozzatura e cartucce classiche da 32 grammi (34 in inverno) con piombo 11 max 10. Infatti, per abbattere il beccaccino, basta un solo pallino. Per quanto riguarda il cane da utilizzare, si consiglia lo epagneul breton, tenace e accanito nel lavoro.

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